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mercoledì 15 settembre 2010

Ordinanze, i negozianti ricorrono al Tar


Accuse al Comune: «A rischio la libera concorrenza».
Palazzo Marino: hanno già sbagliato, chi difendono?

Da ottobre scatta il coprifuoco in via Imbonati e alla Comasina L'Unione del Commercio si rivolge ai giudici contro le chiusure anticipate

MILANO - Partono da un paradosso: «Due giorni fa c'è stato un accoltellamento in piazzale Cadorna. E ora cosa facciamo? Un provvedimento-coprifuoco anche in centro?». Commercianti e Comune arrivano allo scontro frontale sulle ordinanze per la chiusura anticipata di bar, ristoranti e discoteche nelle zone «a rischio». La battaglia passa per un nuovo ricorso, che l'Unione del Commercio depositerà al Tar entro due giorni. E che punta a colpire non più singoli elementi, ma l'intero impianto della politica delle ordinanze. I punti contestati dall'Unione: alterazione degli equilibri di libera concorrenza; mancata consultazione formale delle categorie; dubbi sulle competenze del sindaco per politiche di sicurezza così estese. La risposta di Palazzo Marino è durissima: «Sbagliare è umano - ironizza il vice sindaco, Riccardo De Corato - perseverare è diabolico. Abbiamo già avuto ragione in tre precedenti ricorsi. Andiamo avanti».

L'esperimento di via Padova (che ha limitato l'apertura serale di negozi e attività come phone center, kebab e centri massaggi) è stato poi replicato in Paolo Sarpi, al Corvetto e nell'ultima parte di corso Lodi. Il «coprifuoco» arriverà in via Imbonati e alla Comasina. L'estensione delle aree e dei tempi è uno dei punti su cui sarà fondato il ricorso: «Non si tratta più di interventi limitati a un periodo ristretto - spiega Alfredo Zini, vicepresidente di Epam-Unione del Commercio - ma di una politica allargata». Si moltiplicherebbe così una situazione che i commercianti non accettano: «C'è un'evidente alterazione della libera concorrenza - continua Zini - a distanza di 50 metri un esercizio può restare aperto e uno invece è costretto a chiudere». La «resistenza» legale sembra avere tappe già segnate: un ricorso contro la prima ordinanza del Corvetto (presentato tra oggi e domani) e altre azioni quando partiranno nuovi provvedimenti-coprifuoco. «Intendiamo verificare anche quali siano le competenze del sindaco - conclude il vicepresidente di Epam-Unione del Commercio - Se la situazione è così grave, e la città così violenta, intervenga allora il ministero dell'Interno. Senza colpevolizzare il commercio».

Proprio su corso Lodi, qualche giorno fa, il Tar non ha accolto il ricorso della discoteca «Karma-Borgo del Tempo Perso» contro l'ordinanza che anticipa la chiusura delle discoteche alle 3. È una decisione che rafforza l'orientamento del Comune: la giustizia amministrativa ha prima cassato una parte dell'ordinanza su via Padova (giudicando legittimo il coprifuoco solo sul primo settore della strada) e poi ha respinto i ricorsi di due discoteche. Valutando questi precedenti, De Corato attacca: «L'orientamento del Tar dimostra che le nostre ordinanze sono pienamente legittime». La polemica contro l'Unione del commercio è caustica: «Ricordo che abbiamo previsto la chiusura delle discoteche alle 3, dei ristoranti alle 2 e dei bar a mezzanotte - continua il vice sindaco - e che i commercianti milanesi abbassano la cler alle sette e mezza. In certi quartieri, dopo una certa ora, rimangono aperti solo kebab, money transfer, centri massaggi equivoci. Allora mi chiedo: ma l'Unione chi sta difendendo? Parla con le associazioni dei commercianti di via, le stesse che ci ringraziano per le ordinanze?».

Un secondo terreno di scontro è quello delle discoteche. I gestori, oltre che affidarsi ai ricorsi, stanno cercando di fare proposte. Il 22 ottobre iniziano i primi corsi per l'addestramento degli steward, gli iscritti sono già 40. Roberto Cominardi, appena confermato alla presidenza dell'associazione dei gestori (Silb), spiega: «Vogliamo la linea dura contro la diffusione e lo spaccio di stupefacenti. La formazione degli steward serve anche a questo: segnalare episodi sospetti, per creare una linea diretta con le forze dell'ordine. È fondamentale avere rapporti continui con i commissariati di zona per segnalare situazioni a rischio».

MOVIDA IN CORSO COMO, SHOPPING-NIGHT IN CENTRO; NELLE PERIFERIE I COPRIFUOCHI!Possibile che non ci sia un confronto serio fra le parti? Le licenze ad aprire i negozi ambigui e a ristrutturare in modo troppo speculativo vengono concesse dal Comune. Ed ora il Comune ritratta?
NON C'E' COERENZA, SINTOMO DI AZIONI DIABOLICHE E SCONSIDERATE!