VUOI CONOSCERE LA STORIA DELLA ZONA? Regalati due libri unici

  • "Passeggiata in sei quartieri di milano" Affori, Bovisa, Bovisasca, Bruzzano, Comasina, Dergano fra arte e storia
  • "Affori & Uniti va in città" di Aldo Bartoli Ed. Raccolto
  • "Album di famiglia" di Aldo Bartoli Ed. Raccolto

sabato 15 gennaio 2011

Consiglio di Zona 9 - Fra due mesi il rimpasto...parliamone.


Per quanti volessero partecipare attivamente alla vita sociale, culturale, economica e politica della "Nona", consigliamo vivamente di fare un salto ogni tanto in Consiglio di Zona 9, presso Villa Hanau in Via Guerzoni, 38. Il divertimento è assicurato per i prossimi 2/3 mesi, poi ci sarà il rimpasto.
Perchè non proponiamo idee e programmi proprio in occasione delle prossime elezioni comunali 2011?


More info sul sito del Comune di Milano: http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/!ut/p/c0/04_SB8K8xLLM9MSSzPy8xBz9CP0os3hHX9OgAE8TIwP_kGBjAyMPb58Qb0tfYwMDA_2CbEdFAJbRREs!/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/in+comune/in+comune/i+consigli+di+zona/zona+9/in+comune_zona9_pagina+zona

Dal sito Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Zona_9_di_Milano

giovedì 25 novembre 2010

Il Tar dà ragione agli esercenti: «Imbonati, stop al coprifuoco»


L'Epam: ora si deve riaprire il dialogo, basta con le imposizioni.

Accolta la sospensiva del provvedimento. De Corato: andiamo avanti

MILANO - Il coprifuoco sotto tiro. Anche nel quartiere Imbonati-Comasina, dopo gli stop al Corvetto, in corso Lodi e in mezza via Padova. Il Tar ha accolto ieri un'altra richiesta di sospensiva al provvedimento firmato dal sindaco, il primo ottobre, per «prevenire e contrastare il degrado nonché a tutelare la sicurezza urbana e l'incolumità pubblica» nel quadrante nord della città. Due bar hanno convinto i giudici. Sono il The Ghost Pub di piazzale Maciachini e l'Alterego Café di via Astesani: i loro orari di chiusura, almeno fino al 21 dicembre, si liberano dalla stretta a e tornano regolari, lunghi, fino alle 2 di notte. L'Epam, l'associazione dei pubblici esercizi, esulta e lancia segnali di pace al Comune: «Ora si apra il dialogo, basta con le imposizioni».
Ma il vicesindaco Riccardo De Corato tiene la linea, non arretra d'un metro: «L'impianto dell'ordinanza resta in vigore nel resto dell'area». Il 21 dicembre, quando si riunirà la Camera di consiglio del tribunale, ci sarà la resa dei conti. Non prima.

Il pacchetto sicurezza per le aree critiche sbarra i locali della movida, i phone center e i punti vendita di kebab a mezzanotte, due ore in anticipo rispetto alle tabelle dei regolamenti comunali. La restrizione, negli obiettivi della giunta, incrocia la prevenzione. Meno caos, più tutele per i residenti. Un assioma che il Tar sta mettendo in discussione ovunque è stato applicato: il coprifuoco è già stato «sospeso» per la discoteca Karma, al Corvetto, per due bar nello stesso quartiere, e oltre il ponte della ferrovia su via Padova est. Ogni volta, il Tar ha accolto i ricorsi e rinviato il confronto tra le parti al 21 dicembre. Una prassi che ha convinto il Comune a correggere e blindare il provvedimento in vista dell'applicazione ad altre zone sensibili, il Ticinese sulle altre.

Confronto? «Per alcuni locali - attacca De Corato - abbiano pile di denunce, plichi di violazioni, esposti per disturbo alla quiete pubblica. Il Tar, nel merito, ci darà ragione». I ricorsi, intanto, sono esauriti: «Non possiamo continuare una battaglia di carte bollate, parliamoci - è l'invito di Alfredo Zini, vicepresidente di Epam-Unione del commercio -. Ci stiamo avvicinando a un periodo importante per le imprese, le serate festive di Natale e Capodanno. Ragioniamo insieme, almeno, su un pacchetto di deroghe». Il Consiglio di Zona 9, l'unico governato dal centrosinistra, ha deliberato la richiesta di revoca del coprifuoco nel settore Imbonati-Comasina: «Meglio controlli nei locali in cui si verificano situazioni di illegalità». La presidente è Beatrice Uguccioni: «Le luci spente portano solo insicurezza». In piazzale Maciachini è stato inaugurato un distributore automatico di alcolici. È acceso 24 ore su 24.

Articolo tratto dal "Corriere della Sera"
Giornalista: Armando Stella

venerdì 5 novembre 2010

Arrivano i Baby Pit Stop in Caffetteria



E' stato inaugurato il Tomaselli Milano, una bella notizia per le neomamme di Milano e dintorni: arrivano i Baby Pit Stop! Grazie al protocollo d'intesa e la collaborazione tra il Comitato italiano dell'Unicef e l'Asl milanese verranno realizzati all'interno di locali pubblici, negozi e farmacie angoli per la poppata in cui la mamma potrà nutrire al seno e cambiare il pannolino al bebè. A fare da apripista c'è la Caffetteria-Panetteria Tomaselli che da pochi giorni ha aperto i battenti in Via Imbonati ed è gestita da una giovane mamma. Melania Panighetti, che con la nascita di Leonardo avvenuta 9 mesi fa, ha sperimentato personalmente le difficoltà incontrate da una neomamma che esce di casa con il suo piccino. "Vivo a Milano, una città difficile per mamme con bebè al seguito" commenta infatti Melania "a parte i Consultori, non ci sono altri luoghi dove si è certe di ricevere un'accoglienza adeguata al momento della poppata. E così il mio primo pensiero, quando ho inaugurato la Caffetteria, è andato alle mie "colleghe". Ho frequentato il corso organizzato dall'Asl per i gestori di locali e negozi che vogliono aderire all'iniziativa e realizzato un angolo intimo e confortevole dove le mamme possono allattare ed accudire il bebè, senza obbligo di consumazione". Ma non solo, "Il mio obiettivo è quello di creare un luogo di incontro e confronto dove le madri trascorrono del tempo insieme. Un palcoscenico di idee, creative e divertenti, un luogo di sapori e saperi in movimento dove tutti i sensi siano sollecitati". Dopo la caffetteria di Via Imbonati, toccherà alle farmacie inaugurare i Baby Pit Stop dove le mamme potranno trovare materiale informativo sull'allattamento e sulla maternità e tutti gli opuscoli relativi alle iniziative dell'Asl. Per informazioni visitate il sito www.unicef.it. Per contattare Melania Panighetti, scrivere un'e-mail a info@tomaselli-milano.it o visitare il sito www.tomaselli-milano.it

domenica 24 ottobre 2010

La Moratti cede ai commercianti: si va verso l'addio al coprifuoco


"L’ordinanza è uno strumento che può cambiare", dice l’assessore al Commercio, Terzi
Salvini (Lega) che aveva ammonito: "Le chiusure anticipate trasformano Milano in un mortorio" di LAURA FUGNOLI

Le ordinanze antidegrado sono sotto esame. Il Comune sta studiando, per il futuro, soluzioni diverse per combattere la criminalità e garantire sicurezza nelle cinque zone coperte ora dal “coprifuoco”. «L’ordinanza è uno strumento che può cambiare — dice l’assessore al Commercio, Giovanni Terzi — in fondo è solo un mezzo, non un fine. I provvedimenti presi resteranno in vigore fino al 31 gennaio, nel frattempo riflettiamo».

La Lega, del resto, una riflessione ha già iniziato a imporla qualche giorno fa, quando Matteo Salvini ha improvvisamente dichiarato che «la città rischia di diventare un mortorio a furia di chiusure anticipate». Dunque, la proroga delle ordinanze al 31 gennaio potrebbe davvero essere l’ultima. In alternativa il tavolo della sicurezza tra Comune, questore e prefetto ha iniziato a lavorare a nuovi regolamenti per negozi ed esercizi pubblici: l’applicazione di leggi nazionali e regionali che prevedono sanzioni pecuniarie permetterebbe, dice Terzi, di essere più mirati tenendo conto delle tipologie di locale.

Gli esercenti, rappresentati da Epam-Unione del commercio, hanno incontrato giovedì il sindaco Letizia Moratti e l’assessore Terzi, con la richiesta di rivedere già ora il piano d’azione che penalizza bar, pub e birrerie nei quartieri sotto ordinanza, dalla Comasina a Sarpi, da via Padova a corso Lodi e piazzale Corvetto. Dopo lo scontro aperto tra negozianti e amministrazione all’indomani delle prime ordinanze, qualche prova di dialogo ora sembra esserci. Ma i giorni passano e chi lavora soffre per le casse vuote. «Può sembrare poca cosa ma già la sola sera di Halloween, a fine mese, sarà un disastro per i locali costretti a chiudere a mezzanotte», dice Alfredo Zini, vicepresidente di Epam. Il Comune «si è comunque impegnato a rivedere le criticità vere — dice Terzi — con l’intento di non penalizzare chi non ha colpe».

Ordinanze sotto esame, dunque. Mentre «l’Annonaria tutte le sere si piazza davanti al locale e controlla se rispetto l’orario di chiusura — racconta Lucio Liguori, proprietario del Moonshine, birreriatisaneria in via Ravenna, zona Lodi — si accanisce su un bar come il mio che in 17 anni non hanno mai avuto una denuncia. Abbiamo raccolto più di 1.500 firme di clienti e residenti che condividono l’assurdità del provvedimento».
Epam e quattro esercenti della zona (le due birrerie Moonshine e Patchouli, il ristorante Re Artù e la discoteca Karma) hanno fatto ricorso al Tar con tanto di richiesta di risarcimento per mancato guadagno.

L’udienza, fissata per ottobre, è slittata a dicembre e un nuovo ricorso è stato presentato contro la proroga dell’ordinanza. Da agosto in zona Lodi sono state 191 le violazioni segnalate dalla direzione centrale della Polizia locale, di cui solo il 28 per cento riferibili all’ordinanza. Nelle cinque zone soggette a “coprifuoco”, sono scattate finora circa 200 denunce e altrettante sanzioni per violazioni commesse dai pubblici esercizi, colpevoli di chiudere tardi o di vendere alcolici in bottiglia dopo le 20.

mercoledì 6 ottobre 2010

Carosello in Via Imbonati: un po' di goliardia per raffreddare le scalmane...



"Gaudeamus igitur" (testo tradotto in italiano)

Dove sono quelli che prima di noi furono nel mondo?
Andate verso i cieli
passate per gli inferi
se vuoi vederli.
La nostra vita è breve, in breve finirà
arriva la morte in un lampo
ci strappa crudelmente
non risparmierà nessuno.
Evviva l'accademia, evviva i professori!
Viva qualunque membro,
viva tutti i membri,
siano sempre in pieno vigore.
Viva tutte le ragazze, disponibili, attraenti!
viva anche le donne
tenere, amabili,
buone, laboriose.
Viva anche lo Stato e chi lo governa
viva la nostra civiltà
la generosità dei mecenati
che qui ci protegge
Alla malora la tristezza, alla malora chi ci odia!
alla malora il diavolo
chiunque sia contro gli studenti (è un termine inventato)
ed i denigratori
Che riunione di accademici c'è oggi?
Da lontano sono convenuti
e in breve si sono riuniti
in comune assemblea.
Evviva l'Alma Mater che ci educò
alla stima e alla collaborazione
anche se disseminati
in regioni distanti, ci aggregò.

mercoledì 15 settembre 2010

Ordinanze, i negozianti ricorrono al Tar


Accuse al Comune: «A rischio la libera concorrenza».
Palazzo Marino: hanno già sbagliato, chi difendono?

Da ottobre scatta il coprifuoco in via Imbonati e alla Comasina L'Unione del Commercio si rivolge ai giudici contro le chiusure anticipate

MILANO - Partono da un paradosso: «Due giorni fa c'è stato un accoltellamento in piazzale Cadorna. E ora cosa facciamo? Un provvedimento-coprifuoco anche in centro?». Commercianti e Comune arrivano allo scontro frontale sulle ordinanze per la chiusura anticipata di bar, ristoranti e discoteche nelle zone «a rischio». La battaglia passa per un nuovo ricorso, che l'Unione del Commercio depositerà al Tar entro due giorni. E che punta a colpire non più singoli elementi, ma l'intero impianto della politica delle ordinanze. I punti contestati dall'Unione: alterazione degli equilibri di libera concorrenza; mancata consultazione formale delle categorie; dubbi sulle competenze del sindaco per politiche di sicurezza così estese. La risposta di Palazzo Marino è durissima: «Sbagliare è umano - ironizza il vice sindaco, Riccardo De Corato - perseverare è diabolico. Abbiamo già avuto ragione in tre precedenti ricorsi. Andiamo avanti».

L'esperimento di via Padova (che ha limitato l'apertura serale di negozi e attività come phone center, kebab e centri massaggi) è stato poi replicato in Paolo Sarpi, al Corvetto e nell'ultima parte di corso Lodi. Il «coprifuoco» arriverà in via Imbonati e alla Comasina. L'estensione delle aree e dei tempi è uno dei punti su cui sarà fondato il ricorso: «Non si tratta più di interventi limitati a un periodo ristretto - spiega Alfredo Zini, vicepresidente di Epam-Unione del Commercio - ma di una politica allargata». Si moltiplicherebbe così una situazione che i commercianti non accettano: «C'è un'evidente alterazione della libera concorrenza - continua Zini - a distanza di 50 metri un esercizio può restare aperto e uno invece è costretto a chiudere». La «resistenza» legale sembra avere tappe già segnate: un ricorso contro la prima ordinanza del Corvetto (presentato tra oggi e domani) e altre azioni quando partiranno nuovi provvedimenti-coprifuoco. «Intendiamo verificare anche quali siano le competenze del sindaco - conclude il vicepresidente di Epam-Unione del Commercio - Se la situazione è così grave, e la città così violenta, intervenga allora il ministero dell'Interno. Senza colpevolizzare il commercio».

Proprio su corso Lodi, qualche giorno fa, il Tar non ha accolto il ricorso della discoteca «Karma-Borgo del Tempo Perso» contro l'ordinanza che anticipa la chiusura delle discoteche alle 3. È una decisione che rafforza l'orientamento del Comune: la giustizia amministrativa ha prima cassato una parte dell'ordinanza su via Padova (giudicando legittimo il coprifuoco solo sul primo settore della strada) e poi ha respinto i ricorsi di due discoteche. Valutando questi precedenti, De Corato attacca: «L'orientamento del Tar dimostra che le nostre ordinanze sono pienamente legittime». La polemica contro l'Unione del commercio è caustica: «Ricordo che abbiamo previsto la chiusura delle discoteche alle 3, dei ristoranti alle 2 e dei bar a mezzanotte - continua il vice sindaco - e che i commercianti milanesi abbassano la cler alle sette e mezza. In certi quartieri, dopo una certa ora, rimangono aperti solo kebab, money transfer, centri massaggi equivoci. Allora mi chiedo: ma l'Unione chi sta difendendo? Parla con le associazioni dei commercianti di via, le stesse che ci ringraziano per le ordinanze?».

Un secondo terreno di scontro è quello delle discoteche. I gestori, oltre che affidarsi ai ricorsi, stanno cercando di fare proposte. Il 22 ottobre iniziano i primi corsi per l'addestramento degli steward, gli iscritti sono già 40. Roberto Cominardi, appena confermato alla presidenza dell'associazione dei gestori (Silb), spiega: «Vogliamo la linea dura contro la diffusione e lo spaccio di stupefacenti. La formazione degli steward serve anche a questo: segnalare episodi sospetti, per creare una linea diretta con le forze dell'ordine. È fondamentale avere rapporti continui con i commissariati di zona per segnalare situazioni a rischio».

MOVIDA IN CORSO COMO, SHOPPING-NIGHT IN CENTRO; NELLE PERIFERIE I COPRIFUOCHI!Possibile che non ci sia un confronto serio fra le parti? Le licenze ad aprire i negozi ambigui e a ristrutturare in modo troppo speculativo vengono concesse dal Comune. Ed ora il Comune ritratta?
NON C'E' COERENZA, SINTOMO DI AZIONI DIABOLICHE E SCONSIDERATE!

lunedì 30 agosto 2010

COMUNICATO STAMPA: "Ordinanza in Via Imbonati: suggerimenti dal Quartiere"

Oltre all'ordinanza prevista dal Comune di Milano, chiediamo contestualmente: più pulizia delle strade, impianti luminosi più potenti, più verde pubblico.
Il degrado si può combattere anche con la cultura, con eventi e mostre: "FARE VIVERE" IL QUARTIERE per farlo rivivere...
In previsione dell’applicazione dell'ordinanza comunale tipo Padova/Corvetto anche su Via Imbonati, il Comitato Jenner Farini propone alcuni suggerimenti agli organi preposti:

Contesto COMMERCIALE
. Diversificazione tipologie merceologiche
. Vietare negozi con soli distributori automatici
(e centri massaggi o attività ambigue)
. Interventi massicci, continuati e coordinati di Polizia Locale, ASL e Vigili del Fuoco
. Verifica orari apertura e chiusura (a seconda delle attività merceologiche svolte)
. Divieto di insegne in lingua straniera (o con la doppia lingua)
. Divieto di insegna coperta (da sacchi neri e simili)
. Regolamentazione parcheggi e aumento del numero dei posti gratuiti
. Pulizia periodica dei marciapiedi antistanti a cura dei gestori e dell’Amsa

Contesto RESIDENZIALE
. Pubblicazione lista amministratori non idonei
. Obbligo di ristrutturazione parti comuni anche con impalcature sponsorizzate (almeno su strada con divieto di posizionamento parabole sui balconi)
. Interventi massicci, continuati e coordinati di Polizia Locale, ASL e Vigili del Fuoco (casa per casa)
. Applicazione regole del buon vicinato e sensibilizzazione al controllo del territorio anche da parte dei Condomini

Una volta attuate le nuove misure auspichiamo incontri periodici per descrivere lo stato d’arte del cambiamento in corso.

Per viale Jenner, ci sentiamo di chiedere un’ordinanza urgente per il Centro Islamico.

Milano, 30 agosto 2010
Luca Tafuni portavoce Comitato Jenner Farini (cel. 349.26.95.335)
www.jennerfarini.org
info@jennerfarini.org