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giovedì 23 febbraio 2012

Carnevale 2012 in Zona 9: sfilate nei quartieri, spettacoli e giochi!


Il Consiglio di Zona 9, anche quest'anno ha approvato e finanziato una serie di iniziative da realizzarsi in occasione del Carnevale Ambrosiano, in collaborazione con le tante realtà che operano nei vari quartieri, per creare occasioni di festa e di aggregazione il più possibile diffusi.

Ce n'è per tutti i gusti...ecco gli appuntamenti per SABATO 25 FEBBRAIO:

AD AFFORI: insieme alla Parrocchia Santa Giustina ed in collaborazione con Abitare Società Cooperativa ed Ascoart, SFILATA per le vie del quartiere accompagnati dalla Banda d'Affori.
Partenza alle ore 14.30 da Piazza Santa Giustina. Animazione per tutti!


IN COMASINA: insieme alla Parrocchia San Bernardo, dopo la SFILATA del 19 febbraio, ecco UN'ALTRA GRANDE SFILATA per le vie del quartiere, con premiazione delle maschere più belle ed originali, intrattenimento musicale e frittelle per tutti.
Partenza da Piazza Gasparri alle 15.30.

A NIGUARDA PRATOCENTENARO E BICOCCA: insieme all'Associazione Amici di Zona 9, torna la SFILATA PIU' LUNGA E PIU' PAZZA DEL MONDO per le vie dei quartieri. Partenza da Viale Suzzani/Parco Nord alle 14.00 e dalla Scuola Cesari alle 14.30.

IN SERATA LA FESTA CONTINUA con un GRANDE SPETTACOLO E I COMICI DI ZELIG E COLORADO CAFE'... Paolo LABATI, Andrea DI MARCO, Daniele CEVA Presso l'Auditorium di Viale Ca' Granda 19 alle ore 21.00 INGRESSO GRATUITO fino ad esaurimento posti.

ALL'ISOLA: insieme all'Associazione Culturale Scuola di Arti Circensi e Teatrali, SERATA FINALE DEL MILANO CLOWN FESTIVAL VII EDIZIONE.
SPETTACOLO di LEO BASSI dal titolo "UTOPIA" e a seguire concerto dei ROCK'N ROLL KAMIKAZES presso CIRCO PIC (parcheggio Gioia Pirelli - MM2 Gioia) alle ore 21.30.

Poichè mentre scriviamo, ci sono giunte altre due iniziative per rallegrare il Carnevale, organizzate autonomamente sempre da realtà che sono attive sul territorio di Zona 9, anche se non hanno chiesto il contributo del CdZ, riteniamo utile diffondere l'informazione.

IN BICOCCA: organizzata dall'Associazione Bicocca "CARNEVALE IN PIAZZA". Sculture con palloncini e trucca bimbi e poi spettacolo di burattini Piazza della Trivulziana dalle ore 15.00.

AFFORI GIOVEDì 23 FEBBRAIO: 0rganizzata dall'Associazione "Quelli del Villaggio" IL CARNEVALE DEL VILLAGGIO. Maschere a volontà e premiazione della più simpatica. Presso Villaggio Grazioli, Via Grazioli 33. Sala Blu dalle ore 17.

Cordiali saluti e buon divertimento!

Il Presidente del Consiglio di Zona 9, Beatrice Uguccioni

Il Presidente della Commissione Sport e Tempo Libero, Gianfranco Tucci

mercoledì 22 febbraio 2012

Il primo Carnevale di Via Imbonati


Il Carnevale di Via Imbonati parte dal Tomaselli Cafè!
In collaborazione con Libri di Luna, sabato 25 febbraio a partire dalle ore 16 si svolgerà la GRANDE FESTA DI CARNEVALE PER TUTTI I BAMBINI.
Verranno create le maschere con le animatrici e le trucca-bimbi!
Musica e tanti dolci di carnevale per tutti. Quota di partecipazione 8 euro.
Per informazioni o prenotazioni chiamare Melania al numero: 02.68.88.216 oppure scrivere a: info@tomaselli-milano.it
VI ASPETTIAMO!

martedì 14 febbraio 2012

Dall'antica profezia dell'Ape MAYA...


...un Carnevale che è...LA FINE DEL MONDO!
Domenica, 19 febbraio a partire dalle ore 14,30 ritrovo delle specie da salvare sull'Arca di Noè in Piazzetta Capuana e consegna gratuita ai bambini dei costumi di carnevale da fiori, coccinelle, rane e api.
Maggiori informazioni sulla locandina dell'evento o sul sito: www.quartoweb.it
E' una manifestazione organizzata ed autofinanziata dalle Associazioni del Quartiere in collaborazione con le parrocchie e con il contributo di:
Ass. Quarto Oggiaro Vivibile, Casalinghi Giselle, Cimimo Hair Beauty, Cooperativa Humana, Fattoria Nostrale, Ipercoop Metropoli, Parrucchiere "Linea Uomo" e la Pizzeria "Lo Scoglio". Per prenotare il tuov estito contatta il numero: 347.54.23.422

lunedì 16 gennaio 2012

Il Vigile Nicolò Savarino


GIOVEDÌ 19 GENNAIO, alle ore 20.00 CAMMINATA con partenza da P.zza Alfieri (Stazione BOVISA FNM) e con arrivo in via Livigno (Comando di Polizia Locale).

In tutti noi, in tutto il quartiere, è rimasto un grande vuoto. Una violenza e una crudeltà così gratuita e assurda, che ha colpito il nostro caro vigile di quartiere Nicolò, ha violato tutti noi e ci sentiamo tutti molto più poveri, per il poco rispetto che si ha per la vita umana. La perdita di un uomo impegnato nel sociale, che dedicava il suo tempo libero in favore dei disabili, che amava il suo lavoro ed era amato e rispettato da tutti gli abitanti di Dergano e Bovisa, non era privo di valori, e questo fa sì che lasci ancora di più un vuoto tra tutti noi. Tutto il quartiere è avvolto da un alone di tristezza e di incredulità per quanto è accaduto. Ma io vorrei veramente tanto che l’esempio di un ragazzo come Nicolò rimanga non solo nel nostro cuore, ma nel nostro modo di vivere e di comportarci, in modo corretto e rispettoso nei confronti degli altri e per chi ha più bisogno di noi. Rispettando i principi che Nicolò ha seguito nella sua vita, la violenza non può più esistere e solo così tutti noi potremmo essere tutti più ricchi. L’Associazione Culturale Rosvaldo Muratori è vicina al grande dolore dei suoi colleghi, dei suoi familiari, dei suoi amici, dei ragazzi disabili a cui Nicolò in questi anni è stato vicino, e a tutti noi che sentiremo la sua mancanza.
(scritto da Nadia Branca, Associazione Culturale Rosvaldo Muratori)

sabato 26 novembre 2011

Luci di Natale nel Quartiere - Lavori in corso


Ciao a tutti stiamo raccogliendo le adesioni per allestire lungo tutti i negozi di Via Imbonati le luminarie natalizie, coordinandoci con i negozianti della Zona Isola e con il Comitato Jenner-Farini.
Abbiamo identificato alcune TENDE LED BIANCHE A LUCE FISSA o A EFFETTO NEVICATA da installare a seconda del costo che ci proporranno i grossisti ai quali ci siamo rivolti.
Ci teniamo a segnalare questa iniziativa perchè più saremo maggiore sarà lo sconto che riusciremo ad ottenere, pertanto quanti sono interessati potranno contattarci via e-mail o telefonicamente all'indirizzo: scrivi@viaimbonati.it o al numero: 02.60.80.330
AUGURI A TUTTI! :D

martedì 22 novembre 2011

Una Tesi di Laurea in Via Imbonati: "La mossa della Torre"




"Dopo un paio di rinvii mi sono finalmente laureato, discutendo la tesi sulla mobilitazione di via Imbonati lo scorso 18 luglio 2011: "La Mossa della Torre" .Come promesso, dunque, Vi invio la versione digitale del mio lavoro.

Premetto che la mediazione continua con la mia relatrice e le scadenze non
decise da me hanno portato ad un "prodotto finito" abbastanza diverso da quello
che avevo in mente; immagino inoltre che ci saranno dei punti su cui magari non saranno d'accordo tutti, ma apprezzerò gli eventuali commenti con i lettori di questo Blog che invito caldamente ad esprimere senza problemi, sopratutto qualsiasi critica e perplessità. Ogni spunto di discussione è per me fondamentale. Vi ringrazio di nuovo per la disponibilità manifestata durante le mie interviste, sperando di poter offrire il mio pensiero a tutti i lettori.
A risentirci, Giovanni Carissimo"

sabato 10 settembre 2011

È il "we-gov", una rivoluzione! La democrazia nasce sul web.

Sempre più siti e social network aiutano la creazione di politiche pubbliche, grazie a una generazione di cittadini 2.0. Petizioni, consigli e tweet. Ogni giorno. Anche in Italia.

IN PRINCIPIO sono stati i Moratti Quotes, citazioni fasulle ma verosimili del sindaco uscente Letizia Moratti: satira pura. Circolavano in rete alla velocità della luce. Cose tipo: "Pisapia mi ha detto che mi rubava un attimo, ma non me lo ha più restituito". Oppure, "Pisapia ha dato la laurea in medicina a Scilipoti...". Cose così. Dopo la festa per la vittoria, però, qualcosa è cambiato. Il pubblicitario milanese Paolo Iabichino ha lanciato su Twitter il tema #pisapiasentilamia, e in poche ore migliaia di persone sono passate dalle risate alle proposte per il nuovo sindaco. Che a un certo punto è pure intervenuto per dire: "Grazie d'aver colto il mio "non lasciatemi solo". Vi sto ascoltando", mentre sempre su Twitter partivano #fassinosentitorino, #berrutilasciachetiaiuti e #renzichenepensi. Voglia di partecipare, insomma.

La seconda scena avviene a Cagliari, negli stessi giorni. Marcello Verona è un giovane informatico e intuisce che il suo coetaneo Massimo Zedda, appena eletto sindaco, ha bisogno di aiuto per governare. Così va in rete, si registra su una piattaforma per discutere idee, la chiama Ideario per Cagliari e invita i cagliaritani a entrarci: "Ora tocca a noi". Nei primi cento giorni si registrano 520 idee per la città con 2.600 commenti e 12mila voti. È un bell'aiuto per Zedda. A costo zero.

La terza scena è di qualche giorno fa. A Matera una trentina di ragazzi, molto idealisti e molto preparati, stanno studiando da una settimana alla scuola estiva della Rena, un network di eccellenze italiane. Il tema è come cambiare la qualità delle decisioni politiche attraverso Internet. Con la partecipazione certo, ma si parla molto anche di Open Data, ovvero di liberare i dati pubblici in modo da generare soluzioni creative dal basso ad annosi problemi. A un certo punto uno dei partecipanti dice: "Non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, ma cosa tu puoi fare con i dati del tuo paese". È Kennedy 2.0.

Se qualcuno si sta ancora chiedendo dove è finita la straordinaria onda emotiva che in primavera ha determinato gli esiti delle elezioni amministrative e dei referendum, la risposta è: sul web.

Qui, senza grandi proclami e praticamente senza soldi, si sta sperimentando una nuova forma di democrazia. Nel mondo lo chiamano Open Government, ma c'è una definizione forse più efficace: Wikicrazia. L'ha coniata Alberto Cottica, 41 anni, da Modena, che dopo una vita da musicista di successo con i Modena City Ramblers, oggi si occupa di questi temi per il Consiglio d'Europa: la Wikicrazia, secondo questa impostazione, è una democrazia potenziata dagli strumenti collaborativi della rete (i wiki) e dalla intelligenza collettiva che ha creato fenomeni come Wikipedia.

A livello accademico il fenomeno è molto studiato anche se in fondo è bastato aggiungere una "w" e passare dall'e-gov, il governo che si mette in rete per dare servizi; al we-gov, i cittadini che diventano cocreatori delle politiche pubbliche. Secondo un recente report della Elon University e del Pew Research Center sul futuro di Internet, entro il 2020 le forme di cooperazione online miglioreranno l'efficacia delle istituzioni democratiche nel rispondere alle esigenze dei cittadini. Se questa cosa non si chiama rivoluzione, poco ci manca.

In molti paesi sta già accadendo. Secondo Cottica "il primo presidente wiki della storia è Barack Obama". Più che la strategia elettorale online, in questo contesto contano i tanti strumenti attivati per favorire la partecipazione: "Le sfide che abbiamo davanti sono troppo grandi perché il governo possa farcela da solo, senza il contributo creativo del popolo americano", disse il neoeletto presidente degli Stati Uniti lanciando siti come data. gov, challenge. gov e apps4democracy. Va detto che i buoni risultati ottenuti finora sono stati inferiori alle enormi aspettative iniziali. "E le dimissioni del responsabile del progetto, Vivek Kundra, lo scorso giugno, non sono certo un bel segnale", osserva David Osimo, che si occupa di questi temi per la Commissione europea.

La staffetta dell'Open Government sembra così passata nel Regno Unito, nelle mani di David Cameron. "Stiamo cercando di mettere la tecnologia e l'innovazione al centro di tutto quello che facciamo", ha spiegato recentemente a New York a una conferenza Rohan Silva, 29 anni, assistente del premier: "Vogliamo diventare il governo più aperto e trasparente del mondo per innescare una scarica di innovazione sociale". Primo esempio, il sito dove discutere come tagliare le spese del bilancio britannico che ha coinvolto centinaia di migliaia di persone.

Ma non è dai governi che arriva la Wikicrazia. È piuttosto un movimento che parte dal basso. E che ha una data di inizio certa. Nel settembre 2003, Tom Steinberg lancia Mysociety, sicuramente il progetto più ambizioso di e-democracy mai realizzato. Con una donazione iniziale di 250 mila sterline, il team di Steinberg sviluppa in pochi anni una serie di servizi tanto semplici quanto efficaci: Fixmystreet, ripara la mia strada, un applicazione per segnalare problemi e disservizi direttamente all'autorità locale (copiatissimo); theyworkforyou, un resoconto aggiornato quasi in tempo reale dell'attività di ogni singolo membro del Parlamento. E infine un modo per mandare petizioni online al premier. I servizi sono gratuiti, economici, scalabili, facili da usare. Questo il bilancio provvisorio: dopo sette anni più di 200 mila persone hanno scritto almeno una volta al premier, qualche petizione ha persino modificato decisioni già prese (il pedaggio stradale voluto e rimangiato dal governo Blair), e qualcosa come 65mila buche stradali sono state riparate.

Nel 2009, l'attenzione si sposta dal governo nazionale a quello locale. La svolta avviene ad una conferenza organizzata dal guru del web 2.0 Tim O'Reilly. "Le entrate calano, i costi aumentano: se non cambiamo il modo in cui funzionano, le città falliranno", dice in sostanza dal palco Jennifer Pahlka che qualche mese dopo lancia Codeforamerica, una fondazione per aiutare le città americane a diventare più trasparenti, connesse ed efficienti con l'aiuto del web. Lo scorso anno hanno aderito Boston, Washington e Seattle ma l'esempio più riuscito forse è Filadelfia con il sito opendataphilly. org: un gigantesco hub dove i dati comunali hanno spontaneamente generato centinaia di applicazioni utili ad i cittadini.

Codeforamerica funziona così: ad ogni città vengono inviati per un anno cinque sviluppatori. Sono in missione per conto del web, insomma. Qualche giorno fa si è chiusa la selezione per il 2012: per 26 posti hanno partecipato 550 persone da tutto il mondo. Perché lo fanno? Perché ci credono. Li chiamano "civic hackers", sono esperti di tecnologia con la passione per i valori di condivisione della rete che sognano una nuova politica.

In Italia gli antesignani sono stati i romani di Open Polis, che dal 2008 mettono online "a mano" tutti i dati dell'attività del Parlamento e monitorano le attività dei 130 mila politici eletti. Ma ora il focus è sugli strumenti per partecipare e collaborare: i social network dei cittadini, come Epart, il neonato Decorourbano e il prossimo Uptu. O anche il gioco Critical City, che usa il web per portare le persone a fare delle cose concrete nella propria città: delle missioni civiche.

Ma l'impressione è che si stia muovendo qualcosa di più grosso. Tra qualche giorno nascerà per esempio Apps4Italy, un sito dove le prime dodici regioni hanno deciso di condividere i loro dati per far generare dagli utenti "apps", applicazioni, ovvero servizi socialmente utili. È solo l'inizio: il 20 settembre ci sarà il varo ufficiale della Open Government Partnership, una alleanza promossa da Usa e Brasile con Gran Bretagna, Norvegia, Messico, Indonesia, Filippine e Sud Africa. Nove paesi sono già in lista d'attesa per entrare in questo network.

Il governo italiano è assente per ora, ma, come abbiamo visto, in questa sfida che ha l'ambizione di ridisegnare le regole d'ingaggio della politica, l'Italia c'è.

di RICCARDO LUNA (Repubblica.it)